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Heineken e consumo consapevole: a Torino non esistono birre artigianali


E' la polemica per antonomasia tra gli avvezzi al luppolo: il mondo delle birre artigianali è compatibile con quello della bionda e rossa industriali?

L'ingresso nel 2009 di alcuni birrifici in Assobirra l'associazione degli industriali della birra è stato un milestone importante. Così come la pubblicazione di Le Tavole della Birra d'Italia, edita da L'Espresso, che ha decretato l'Open Baladin di Roma il migliore locale brassicolo. 

L'indiscusso esperto Lorenzo Dabove, in arte Kuaska, recentemente interpellato durante la trasmissione Occhio alla Spesa su Rai 1 (min 41:00), prega però di non mischiare birre artigianali con birre industriali e dichiara che per lui esistono solo le prime, mentre le seconde... preferisce "bere un bicchiere d'acqua piuttosto!". 


Sembrerebbe però che anche dal versante industriale non si ami mischiare i due mondi e di fatto se ne guarda bene il sito ILovebeer.it di Heineken Italia quando scrive una piccola guida su Torino: una birra nella prima capitale d'Italia.

Ammettiamo che non eravamo a conoscenza che un locale a San Salvario "è stato recentemente valorizzato dall’arrivo di un Heineken Cellar Beer System" che permette di provare "la celebre birra Olandese in versione non pastorizzata".

Ci dispiace però che mentre si è parlato di cremini, musei e pub, non un cenno, diciamo uno, sia stato dedicato ai luoghi dei microbirrifici piemontesi a Torino. 


Strano perché ilovebeer.it (cit. "promosso da Heineken Italia in collaborazione con i professionisti di cultura birraria") si dichiara ricit. "il portale italiano che promuove la cultura della birra. Lo fa parlando con la voce degli esperti, con competenza tecnica..." ecc ecc


Vogliamo credere sia una lacuna dovuta alla poca conoscenza della scena torinese, ma potrebbe anche parere una svista troppo grossa per non essere voluta. 

Si parla però di Slowfood ed Eataly:
Proseguendo in materia di gusto Torino dà lezioni un po’ a tutti, dalla nascita del movimento Slow Food che valorizza le tradizionali produzioni enogastronomiche, passando per il Salone del Gusto e Terra Madre, senza dimenticare Eataly boutique dei prodotti d’eccellenza made in Italy dove non manca la birreria con una vasta gamma di noti brand, tra cui Birra Moretti spesso protagonista.


Avete letto bene.

E' notizia altresì fresca che nell'ambito del Digital Festival - che si terrà a Torino dal 25 maggio al 2 giugno - è previsto un incontro interessante venerdì 25 dalle 14 alle 16. Tema: Il consumo consapevole.

Questo il programma:


  • scenario food&beverage;
  • educare, orientare o influenzare: strumenti online dove trovare, incontrare e portare i consumatori;
  • importanza dell'intera filiera;
  • case history


Vogliate scusarci, ci stavamo dimenticando da chi è supported! Ilovebeer.it di Heineken Italia.

E' quindi rileggendo il punto due del programma che potremmo trovare una chiave di lettura per quelle dimenticanze che avevamo notato precedentemente?

Non è questa un'imperdibile occasione per capire se i due mondi possono convivere, se si complementano, se ne esiste solo uno, se da una parte c'è la passione e dall'altra il profitto, se da una parte ci sono solo appassionati amatoriali bravi con le pentole da cucina, mentre dall'altra professionisti del food&beverage e del marketing?

Sempre ammesso che ci sia qualcuno in grado di e che voglia rappresentare il mondo delle birre artigianali.


A voi la parola.

p.s. vi raccomandiamo, non confondete il profilo twitter di ilovebeer.it (@MrLovebeer) con quello di Valter Loverier birraio di Loverbeer di Marentino (@LoverBeerBrewer)


Aggiornamento: alla conferenza saranno presenti anche @MonnyBlog e @pepitaMarle - speriamo possano fare loro questa causa ed esporre ad Heineken Italia che se si vuole fare veramente cultura online, e non solo un brutto marketing cammuffato, questo non è modo di agire. Questo se si ha veramente a cuore il consumatore consapevole e lo spirito di condivisione delle conoscenze della rivoluzione digitale.

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