Non è nostra intenzione stendere un report sulla giornata al Salone del Gusto. Ci sentiamo però obbligati a scrivere qualche riga sullo stand della Brewers Association, dove abbiamo respirato un'atmosfera conviviale, di vera passione, cordialità, professionalità che non abbiamo trovato altrove.
Abbiamo letto che alcuni hanno avuto l'onore di essere serviti da Charlie Papazian e Sam Calagione in persona, mostri sacri della craft beer. Noi abbiamo avuto la fortuna di trovare il grandissimo (in tutti i sensi) e cordialissimo Mike Palmer, art director della Stone Brewing Co. Abbiamo visto ragazzi avvicinarsi quasi intimoriti ed increduli all'offerta di 3 assaggi per 3 euro (ma in realtà era possibile anche solo uno!), quasi ci fosse qualcosa sotto, forse abituati a dover sborsare decisamente di più negli altri stand. La scelta era impressionante, un bancone pieno di birre di tutti i generi, tant'è che molti dicevano "you decide for me", fai te insomma, mi fido. Ma all'Americano questo non andava bene. Voleva trovare la birra giusta da offrire al degustatore. Una qualsiasi non poteva andare bene, non era contemplato. E da qui lunghe chiacchierate sui gusti personali, assaggi offerti, sincero interesse sulle impressioni anche del neofita. Tutti sono stati trattati con la medesima cortesia ed accoglienza. Non nascondo che l'impressione poco lontano a volte è stata di una nicchia chiusa, con riguardo particolare se ci si presentava come ristoratore interessato a rinnovare la propria carta... tronchiamo questo discorso sul nascere.
Qualcosa però non quadra se a fare cultura brassicola al Salone e a dare una lezione di stile devono venire dall'altra sponda dell'Atlantico. Il problema sta nell'organizzazione, nella disposizione, in fattori logistici o nell'indole italica? Probabilmente in tutte queste cose.
Inutile puntare il dito a posteriori, d'obbligo però fare tesoro dell'esperienza per migliorare tra due anni, sempre se si farà a Torino.
Permetteteci ancora due brevi appunti.
Sul bancone degli Americani le birre giravano. Mike della Stone ci ha fatto conoscere con entusiasmo birre di altri produttori, come fossero le sue. Forse evidenziare troppo la territorialità porta anche ad una certa immobilità con radici sotto e steccati attorno?
Infine un sincero grazie a Valter Loverier. Ha mandato un tweet per segnalare l'incontro alle 17 davanti allo stand de Il Genovese col pesto artigianale, la birra di Maltus Faber e la birra Loverbeer. E' stata una degustazione veramente piacevole, con un superkuaska a tenere banco e ad introdurre gli astanti al mondo delle birre.
Riferimenti: Mike's Beer Cheese (pagina su facebook) e sito ufficiale.






