Corsi ed Eventi in Arrivo a Torino e in Piemonte


A Torino e in Piemonte non avremo a breve un Beer by Bike, un Pils Pride, il Jandrain-Jandrenouille ospite, l'inaugurazione dell'ennesimo beershop romano ma abbiamo lo statoliquido e diversi interessanti eventi che meritano una segnalazione particolare. 

Luca Giaccone, stimato cultore della birra artigianale, nonché esperto del panorama brassicolo italiano e co-curatore della Guida Slow Food alle Birre d’Italia, terrà il corso Slowfood Master of Food sulla Birra presso il Birrificio Torino di Via Parma. Giaccone ha appena terminato giovedì scorso il 1° Corso di cultura e degustazione brassicola” presso il beershop statoliquido e ha riscontrato molto successo. Presso il Birrificio Torino le lezioni inizieranno il 17 maggio e andranno avanti per quattro lunedì consecutivi. Ci sembra un'occasione di assoluta rilevanza con un ottimo rapporto qualità / prezzo. 

Il Movimento Birraio Italiano (MOBI) si affaccia in Piemonte ed organizzerà sabato 12 giugno un corso per homebrewers a Piverone (TO) presso l'Agriturismo Cascina Gaio. Si tratta di un corso tecnico-pratico per homebrewers con cotta in diretta. E' sicuramente un buon investimento per chi ha intenzione di imparare a fare la birra in casa con le dritte passo per passo di esperti. 
Il corso sarà tenuto da Davide Arzarello, homebrewer e docente di produzione e cultura birraria, autore del blog amico MySobry.



Statoliquido è da parte sua sempre in pieno fermento: il 6 maggio terrà una degustazione birre+cioccolato con l'interessantissima partecipazione di Valter Loverier, mastro birraio di Loverbeer. Il 7 maggio porterà le proprie birre artigianali di qualità alla discoteca BIG CLUB. Di assoluto interesse è la gita a Saluzzo il 15 maggio con visita al birrificio Pausa Café e pranzo con degustazione delle birre prezzo un ristorante in loco. Crediamo di esserci anche noi!

Infine abbiamo appreso su Qype di un European Beer Festival l'11 giugno a Tortona ma non sono ancora state annunciate le birre presenti.

Lo scorso weekend siamo stati a Lagnasco per la fiera Fruttinfiore dove erano presenti il birrificio Pinerolese e il Birrificio B & C. A proposito, vogliamo scusarci se non riusciamo a stare dietro a tutti gli eventi, le sagre e le fiere che vedono partecipare i birrifici piemontesi, ma è di fatto un compito assai arduo. 

Per questo invitiamo i birrifici o comunque tutti i locali interessati a far conoscere le proprie iniziative, a creare un calendario su Google Calendar, così che ci sia possibile sincronizzarlo con la pagina su BirraZen degli eventi brassicoli a Torino e in Piemonte. In questo modo sarà anche più semplice averne notizia e riuscire a parteciparvi.

Questo è tutto! Non ci resta che augurarvi un sereno fine settimana con dell'ottima birra artigianale italiana!

Voi Riciclate il Vetro?


Oggi è l'Earth Day 2010, la giornata in cui viene posta attenzione sulla sostenibilità del nostro vivere sulla Terra. 


Il mondo brassicolo è attento a questo tema? 

E' particolarmente sensibile all'ecologia il Birrificio Beba che ha un documento molto preciso sulla propria politica per l'ambiente e rende 0,10 cents alla riconsegna delle bottiglie vuote!

Il Birrificio Baladin con l'uscita della birra Open in formato da 0.25 ha voluto sottolineare che è 100% riciclabile e quindi "buona e brava!" per "bere responsabilmente ed "ecologicamente" coniungando finalmente giusto con gusto". 

Il Birrificio Bad Attitude dal canto(ne) suo è l'alfiere della lattina sul vetro.



Per l'occasione abbiamo chiesto a Filippo dei Friends of Glass di parlarci del vetro e dell'importanza di riciclarlo. Lo ringraziamo sinceramente per l'impegno e la passione nel sensibilizzare il web su questo tema. A voi una buona lettura!



Prendi la sabbia, ci aggiungi un po' di carbonato di sodio, un'altissima temperatura, un pizzico di carbonato di calcio e, soprattutto, l'arte del mestiere e... ecco a voi il procedimento per ottenere uno dei materiali più importanti nella vita di tutti i giorni: il vetro! Certo, la plastica nel corso degli ultimi decenni ha sostituito molti degli oggetti un tempo fatti di vetro, ma esso è ancora talmente presente nelle nostre case e nelle nostre cucine che ormai non facciamo nemmeno più caso alla sua presenza.

Mi sono comunque scordato di presentarmi: mi chiamo Filippo e mi occupo della campagna italiana di sensibilizzazione al riciclaggio e al packaging del vetro per la European Container Glass Federation (FEVE). Oggi, in occasione dell'Earth day, l'amico BirraZen mi ha chiesto di scrivere qualcosa sul riciclaggio del vetro e cercherò quindi di spiegarvi brevemente perché è importante riciclare questo incredibile materiale.

Forse non molti lo sanno ma il vetro, al contrario di molti altri materiali, è altamente riciclabile. Pensate:  bottiglie, barattoli, vasetti possono essere rinascere e fare in modo che niente di ciò che è stato creato con energia e sudore venga buttato via. Per produrre un nuovo oggetto di vetro il fabbisogno di materiale viene dimezzato e la temperatura con cui viene lavorato è più bassa di circa un terzo rispetto a quella della prima volta. Questo significa che il risparmio è doppio, perché oltre a usare meno materia prima si tagliano anche le emissioni in atmosfera

Tutti noi possiamo riciclare il vetro e, vista l'estrema semplicità dell'operazione, non ci sono proprio ragioni per non farlo. Oggi vorrei soffermarmi sui piccoli accorgimenti che dobbiamo prendere prima di portare le nostre bottiglie alla campana verde, un paio di semplici precauzioni per rendere il procedimento di riciclaggio libero da qualsiasi inconveniente:

1)Togliette tappi ed etichette ai vostri contenitori e alle vostre bottiglie, in modo che nella campana verde finisca davvero solo il vetro. La presenza di altri materiali renderebbe la qualità del vetro riciclato peggiore e alzerebbe considerevolmente il prezzo del processo di riciclaggio. Sarebbe anche consigliabile lavare il prodotto per eliminare i resti di cibo e consegnare quindi un prodotto pulito.

2)Mettete solo barattoli e bottiglie di vetro e state attenti a quei contenitori o quegli oggetti che comunemente chiamiamo vetro ma che non dovrebbero mai finire nella campana verde: ceramica, lampadine, neon, porcellana, specchi, boccette di profumo, vetri di porte e finestre. I contenitori che ingannano di più sono comunque quelli in vetro borosilicato, comunemente noto come Pyrex, adatti al freezer e anche alle alte temperature del forno.

Facile, no? Una volta che vi sarete abituati a queste semplici accortezze, vedrete che riciclare il vetro diventerà una consuetudine che non costerà più alcuno sforzo. E' un'azione che fa bene alla Terra ed è quindi utile a tutti noi.

Se volete saperne di più sul vetro, il suo riciclaggio e le nostre iniziative visitate i seguenti siti:
Qui trovate dieci semplici modi per fare subito la differenza nei confronti dell'ambiente: http://www.friendsofglass.com/make-a-difference

Infine consiglio un metodo divertente per condividere con gli altri il vostro contributo alla campagna di riciclaggio del vetro:

1. Andate su www.twitter.com per creare un account se non lo avete ancora fatto
2. Sommate il quantitativo di vetro che avete riciclato
3. Aggiungetelo al vostro tweet evidenziandolo con il seguente ashtag #tweetrecycle
4. Invitate i vostri amici a fare lo stesso e a prendere parte al tweetrecycle!
5. Seguite i nostri tweet su http://twitter.com/glassfriendsita

Ciao a tutti!
Filippo,
Friends of Glass

I Tappi Misteriosi


Un post insolito per chiedervi un parere:


E' qualcosa del tutto normale o bisogna chiamare i ghostbusters?

All'Open Baladin di Cinzano


Inaugurato circa un anno fa, l'Open Baladin di Cinzano (Santa Vittoria d'Alba) è forse meno conosciuto del  locale romano, ma è di fatto il primo ad aver aperto in Italia. Per questo è anche chiamato "l'Open numero zero".

Si trova lungo la SS 231 Alba - Bra di fianco al ben più visibile Rossopomodoro. La prima impressione lascia un po' sorpresi:  la facciata è molto "essenziale" e la prima cosa che si nota è la stanza di "semireclusione", barre da carcere e scritte sui muri comprese, che scopriamo dopo essere lo spazio per fumatori. 

Entrando invece l'ambiente cambia totalmente e si è avvolti da un'atmosfera accogliente e rilassata: divanetti, sedie, sgabelli... si può scegliere di sedere dove ci si sente più comodi, magari di fianco ad una lampada vintage e ad una vecchia radio anni '70.


Il menù è ricco delle tipiche ghiottonerie che chi è già stato a Piozzo conosce bene: crostoni, focacce, cipolle, gelatina alla birra Baladin, burgers, il frumage baladin e la gelée de bière (formaggio di Fiandino alla birra Baladin) e il sempre sorprendente stinco di maiale alla birra, il piatto forte della cucina.

Dietro al bancone stanno esposte oltre 100 birre artigianali italiane e una lavagna annota quelle disponibili alla spina e quelle particolari "da divano". 


Crediamo di essere stati tra i primi a provare la nuova birra Baladin, la Nelson, che prende il nome dall'omonima specie di luppolo. Non sappiamo se è l'interpretazione Baladin di una birra come la Mikkeller Nelson Sauvin Single Hop IPA. Fatto sta che si tratta di una birra molto luppolata, fresca e beverina, molto adatta all'estate che verrà. 


In bottiglia si trovano dei microbirrifici piemontesi Beba, Citabiunda, Montegioco, Piazza dei Mestieri e Soralama, ognuno con tre birre. Anche le Pausa Café sono esposte sullo scaffale. Sono poi rappresentate molte altre da birrifici italiani di tutta qualità ma purtroppo niente Vùdù del Birrificio Italiano, recente medaglia d'oro alla World Beer Cup 2010. 

La qualità è senza dubbio di casa all'Open, così come la competenza e professionalità di chi sta dietro al bancone, che dopo una breve chiacchierata, è riuscito a consigliarci proprio la birra zen che volevano bere in quel momento, una raffinatissima Noscia del birrificio Maltovivo.  




Segnaliamo infine la prima offerta di cui siamo mai venuti a conoscenza in questi anni di beer hunting: all'Open se si acquista un cartone da 6 bottiglie da 10 euro, se ne pagano solo 5, col risultato di averne una "gratis". 


I rumors di una prossima apertura di un Open Baladin a Torino sono insistenti ma ad oggi, per poter "gustare e degustare le migliori produzioni artigianali italiane in allegria e spensieratezza" in un locale, ci tocca ancora prendere la macchina e macinare km a Sud!


Contatti:
Open Baladin a Santa Vittoria d'Alba (Cinzano) 
E' aperto tutti i giorni dalle 18.30
SS 231 Alba - Bra n. 68 bis
tel: 0172 479287
Facebook: qui

L'invasione dei "lumbard" Drinks e la novità della Birra Sfusa Baladin


Abbiamo sentito tutti durante la scorsa campagna elettorale in Piemonte parlare di "invasione lumbard", ma forse non ci eravamo accorti che il movimento birraio artigianale era già stato diffusamente infiltrato.
Vi avevamo accennato qualcosa nel novembre scorso riguardo i "so drink!" della Beba, ma mai più avremmo immaginato che ne sarebbero arrivati altri, brandizzati Baladin. Ne avevamo avuto cenno a fine marzo su CdB, ma ora possiamo testimoniare un avvistamento diretto: si tratta del Ginger, della Spuma e della Cedrata Baladin
Mentre il motto di quelli che hanno invaso Villar Perosa è "bevi puro", questi di Piozzo viaggiano sbandierando fieri lo stendardo del "gusto italiano". I primi vengono da Mariano Comense (CO), i secondi da Boffalora S/T (MI). Ma fate attenzione soprattuto a quest'ultimi: sono più piccoli (0,25 cl) e di gran lunga più infiltrati. Noi li abbiamo trovati al nuovo punto vendita dell'Angolo dei Sapori in Via della Rocca 1 a Torino.

Dovremmo aprire un nuovo post in merito (e metterci magari a parlare di prezzi...) ma per semplicità ve lo appuntiamo qui: da oggi, presso lo stesso punto vendita, dovrebbe essere attiva la distribuzione di birra Baladin sfusa, ad iniziare dalla Nora. Questo permetterà, da quanto abbiamo appreso, di abbattare il costo dai 9 euro circa a 6 euro al litro per l'acquisto della birra. Non è una soluzione troppo pratica -  dobbiamo ancora sperimentarla - ma è comunque un tentativo lodevole di abbattere i costi, con uno sguardo all'ambiente. Sarà un modello di vendita che riscontrerà successo e verrà applicato anche in altri punti vendita? Fateci sapere la vostra!

Grapehops: dagli Stati Uniti in Piemonte per la Birra Artigianale!


     Abbiamo letto tempo fa, scorrendo il buzz brassicolo su twitter, di due americane che stavano bevendo birra artigianale italiana. Questo potrebbe non stupire, perché si ha notizia sempre più spesso di birre italiane (in particolare Baladin, Birra del Borgo, Montegioco) stappate oltre oceano. Ma loro le stavano bevendo in loco, alla spina, in Piemonte!
Ed è così che abbiamo scoperto di Grapehops.com, un progetto sviluppato da Shannon e Kim, che vuole far conoscere oltreoceano la realtà europea del mangiare e del bere bene, con uno sguardo particolare all'Italia e alla Spagna. 
Nel loro blog sono raccolte alcune testimonianze del tour brassicolo in Italia: il Birrificio Lambrate, Eataly, il Grado Plato, il Birrificio Torino. Colpisce veramente molto la loro passione, preparazione ed attenzione ai dettagli. 
Abbiamo voluto porre loro qualche domanda per conoscerle meglio


BirraZen: Buongiorno Shannon e Kim, volete raccontarci qualcosa in più su di voi?

Shannon: Mi chiamo Shannon Essa e sono coautrice della guida gastronomica “Chow! Venice”. Vivo a San Diego ma cerco di viaggiare quanto più possibile!

Kim: … e io sono Kin Riemann, gestisco il sito SlowTrav.com. Abito in New Jersey e come Shannon quando posso sono in viaggio.





BirraZen: Siete delle appassionate di cibo e vino, ma com’è che siete diventate delle beer hunters?


Shannon: In realtà Kim, a differenza mia, si interessa di birra da molto tempo. Tuttavia sono co-proprietaria di un bar a San Diego con una grossa selezone di birre artigianali e saprete bene che San Diego è la Mecca della birra artigianale qui negli Stati Uniti. Quindi mi sono trovata tremendamente nel giro!

Kim: Mi ricordo che odiavo la birra quando ero più giovane, quando tutto quello che potevamo avere era Miller o Budweiser. Poi un giorno accadde – una ventina d’anni fa – che mi fecero conoscere la birra Samuel Adams e da allora non ho più smesso di andare a caccia di birre artigianali di qualità!

BirraZen: Abbiamo letto del vostro trip in Piemonte nel 2009 e ci ha molto stupito che veniste qui principalmente per la birra e non per il vino. Potreste raccontarci come avete fatto a scoprire la realtà dei microbirrifici?

Shannon: Avevo letto un articolo sul movimento birraio artigianale sul New York Times ed ero rimasta colpita dalle somiglianze col movimento e con le persone coinvolte a San Diego. Poi sono andata a vedere il sito web del Birrificio Lambrate e ho pensato che quegli appassionati di birra assomigliavano proprio a quelli che conosco qui da me. Allora non avevo ancora degustato alcuna birra, ma sapevo che sarebbe interessato a molte persone.

Kim: Shannon mi ha inoltrato quell’articolo ed è sembrato molto interessante anche a me. Si sente di tanti paesi europei che producono birre artigianali di qualità, ma non mi era ancora capitato di esplorare il panorama italiano e mi dissi: perché no?

BirraZen: E ora state ritornando, in effetti avete già pianificato alcuni viaggi per il 2010. Ma merita il jet lag venire fino in Piemonte?

Shannon:  ci fosse una cura perfetta per il jet lag, sarebbe la birra italiana!

Kim (ridendo...): Sì, ha ragione ma merita non solo il jet lag, ma anche i borsoni strapieni di birra che ci riportiamo a casa!

BirraZen: Cos’avete appreso dal vostro primo viaggio e quali modifiche apporterete per i prossimi?

Shannon: Siamo state talmente stupite positivamente da tutti i microbirrifici, che possiamo solo aggiungerne dei nuovi, senza toglierne alcuno dall’itinerario!

Kim: Infatti, non solo la birra è ottima, ma anche i mastri birrai sono tutti molto preparati ed ospitali. Avere avuto l’opportunità di parlare con loro, e con i cuochi che cucinano con la birra, è stato veramente squisito e non vediamo l’ora di poter condividere la loro passione con altri.

BirraZen: Dunque vi siete trovate bene in Piemonte? Nessun appunto?

Shannon: Tutto è stato perfetto e come ben saprai tutte le persone coinvolte nel mondo della birra sono incredibilmente alla mano ed appassionate! Il cibo, la birra, le persone… siete incredibilmente fortunati di poter vivere questo tutti i giorni!

Kim: Sì, Shannon ha detto tutto perfettamente!

BirraZen: Toglieteci una curiosità: ma in Piemonte avete bevuto solo birra o vi siete anche concesse un bicchiere di buon vino?

Shannon: Assolutamente sì! In effetti ci siamo prese un giorno intero per visitare un paio di cascine e per vedere un po’ di cose per un vino tour che potremmo organizzare in futuro. Stiamo lavorando con una guida e scrittore di libri di cucina, Paolo Ferrero, che è molto coinvolto nel panorama vinicolo. E’ il nostro partner anche per i viaggi brassicoli. Siamo persino andati a caccia del tartufo bianco – e chissà che un giorno non possa assaggiare una birra così speziata!

Kim: Non sarebbe sacrilego venire in Piemonte senza gustarsi del vino? Negli Stati Uniti a volte si trovano persone che apprezzano il vino, ma non necessariamente la birra. Credo che se c’è un posto dove poter imparare ad apprezzarli entrambi, questo è proprio il Piemonte. 


Ringraziamo Shannon e Kim per questa breve chiacchierata, chissà che non capiti in futuro di bere una birra assieme in un microbirrificio piemontese!

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